Quello che vi proponiamo è un approfondimento completo e puntuale di quel che meglio definisce il ruolo del fisioterapista geriatrico in RSA. La dottoressa Nadia Sperandio entra nel merito declinando tutti gli aspetti salienti della sua professione e regalandoci nel contempo una visione chiara di quel che significa svolgere una professione ‘di contatto’ al tempo del distanziamento sociale imposto dal Coronavirus

Lavorare come fisioterapista geriatrica in RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) di Prima Fascia o in RP (Residenza Protetta) non è semplice e non consiste solo nel puro aspetto motorio di riabilitazione posttraumatica (frattura di femore, stroke, ecc.) atta al recupero della deambulazione e al ripristino, se possibile, delle ADL (Attività di Vita Quotidiana). Certo questo è quello che si può pensare da inesperti del settore, questo è quello che può pensare il caregiver del nostro paziente anziano, questo può essere considerato il fine ultimo del lavoro riabilitativo, ma, il raggiungimento dell’obiettivo non è così immediato e non sempre è ottenibile al 100%, non è una “magia” del fisioterapista e soprattutto quasi mai è praticabile in poco tempo o anticipando le fasi del trattamento (acuta, subacuta e cronica). Per quanto riguarda la mia esperienza il trattamento riabilitativo con l’anziano, così come con il giovane sportivo, necessità di tempo, di collaborazione, di lavoro in équipe multidisciplinare e di fiducia reciproca. Il tempo di solito è sempre troppo poco, è poco il minutaggio concesso dalla ASL alla fisioterapia in RSA o in RP, ed è poco, perché l’anziano non vede l’ora di poter tornare a casa dai propri cari o semplicemente di poter utilizzare il WC e abbandonare la dipendenza dal pannolone e dagli operatori sociosanitari (OSS). Questo ridotto minutaggio a disposizione va utilizzato in maniera massimale, facendo comprendere all’individuo ogni indicazione e ogni finalità del trattamento e cercando quindi di coinvolgerlo, di ottenere la sua piena collaborazione e di integrare i famigliari, non appena possibile, nelle diverse fasi della riabilitazione. Naturalmente è difficile comprendere la disabilità e la dipendenza quando si è sani e, per quanto l’operatore possa essere competente e disponibile, non è sicuramente facile per il nostro paziente anziano trovarsi da…..

Nadia Sperandio

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