Da sempre un elemento di fondamentale importanza, la sanificazione degli ambienti assume oggi un valore determinante. Seguiamo questo interessante articolo del collega, Leonardo Militi, che riassume per noi i termini della questione. Vedremo assieme, quindi, come soprattutto la tecnologia possa venire in aiuto delle strutture residenziali in questi momenti difficili

Il tema della sanificazione delle residenze per anziani è fra i più dibattuti e meritevoli di attenzione in questo periodo di massima vigilanza contro la possibile ricomparsa di focolai di Covid-19. Il Gruppo di Lavoro dell’Istituto Superiore Di Sanità Prevenzione e Controllo delle Infezioni, ha emanato in questi mesi delle indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie, affrontando l’argomento soprattutto nelle sue componenti di formazione al personale e intensificazione delle normali pratiche di igienizzazione e disinfezione degli ambienti di lungodegenza. Risultano però ancora insufficienti, a tutt’oggi, approfondimenti sulle diverse tecnologie che possono essere messe in campo per rendere libera da minacce biologiche, non tanto la moltitudine di oggetti, indumenti, attrezzature e superfici che si trovano all’interno delle RSA, quanto piuttosto l’elemento principe attraverso cui il virus si propaga, e cioè l’aria. Secondo lo studio internazionale GERIE (Geriatric study on health effects of air quality in nursing homes in Europe), il più recente che possa fornirci correlazioni fra qualità dell’aria nelle RSA e salute respiratoria di chi ci vive, in 50 strutture monitorate (in sette paesi europei, fra cui l’Italia), sono state trovate concentrazioni elevate di tutti gli inquinanti considerati. Appena un ospite su cinque, stando alle rilevazioni, cambierebbe l’aria della propria stanza in misura adeguata. Ovviamente, al crescere dello “smog” nelle stanze, aumenta di pari passo il disagio respiratorio degli anziani. Un fattore oltremodo pericoloso in questo frangente, dato che è proprio il sistema respiratorio ciò che il Covid- 19 tende principalmente a colpire. Tutti ne sono coinvolti, non solo i soggetti più fragili come persone non autosufficienti o con disabilità, ma anche personale medico, OSS, dipendenti, collaboratori, visitatori: un insieme di individui potenzialmente più esposti al contagio in queste tipologie di luoghi.

Leonardo Militi

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